Danni cardiaci e cerebrali

L’infarto acuto del miocardio (IMA) e le risultanti complicanze sono tra le principali cause di mortalità e morbidità nel mondo Occidentale. I moderni markers biochimici, diventando sempre più specifici e sensibili, giocano un ruolo ormai consolidato nella diagnosi e nella stratificazione del rischio dei pazienti affetti da malattia ischemica cardiaca. Dalla pubblicazione dei più riconosciuti e diffusi protocolli dell’American College of Cardiology e dalla Società Europea di Cardiologia, il dosaggio della Troponina è diventato la pietra angolare nella diagnosi dell’IMA, anche utilizzata per la valutazione dei pazienti affetti da malattia delle arterie coronarie (CAD).
Durante gli ultimi dieci anni, l’analisi dei marker neuro-biochimici per la valutazione del danno cerebrale ha sempre più attirato su di sé l’attenzione in una varietà di patologie a carico del Sistema Nervoso Centrale (SNC).
Infatti, ci si attende che questi marker possano fornire informazioni di tipo fisio-patologico nei casi di danno cerebrale, indipendentemente dalla valutazione clinica e da altre procedure diagnostiche, rendendoli utili quindi per la diagnosi, il monitoraggio o la prognosi dei pazienti con danno cerebrale.